Il parco per tutti




   Quando si pensa alle categorie che possono avere problemi nella fruizione di una strutturabambino_con_monopattino, vengono subito in mente i portatori di handicap in carrozzina.
   In realtà, tra i frequentatori più assidui di un parco pubblico vi sono genitori che spingono passeggini o che sono seguiti da bambini in bicicletta, e anziani che hanno difficoltà a camminare e si aiutano con un bastone o deambulatore. Un sentiero comodo per queste ultime categorie risulta facilmente utilizzabile anche da gente in carrozzina.
   Affinchè un parco sia accessibile a chiunque, non basta assicurare l'assenza di gradini o scale: ghiaia, acciottolato e prato rappresentano a tutti gli effetti barriere architettoniche, anche se non sono catalogati come tali.

 

mamma_con_bimbo                                 I sentieri

   La ghiaia risulta scomoda per una mamma che spinge un passeggino, poichè le ruote di questo tendono ad affondare, ugulamente dicasi per un bimbo in bicicletta. Per un anziano che di per sè ha già difficoltà a muoversi, la ghiaia risulta essere molto instabile come pavimentazione, e nei casi limite diventa inaccessibile senza l'ausilio di un accompagnatore. Allo stesso modo, una carrozzina non riesce a procedere autonomamente su un sentiero di ghiaia per gli stessi motivi.


nonna_con_bastone
                         L'acciottolato

   Risulta scomodo perchè sconnesso, dove sia le ruote di un passeggino, di un triciclo o di una carrozzina, s'incuneano rendendo, nel migliore dei casi, estremamente difficoltoso l'avanzamento.

                                
                              Il prato

   Ha un po' entrambi i difetti sia della ghiaia che dell'acciottolato, poichè le ruote affondano nell'erba e in più il fondo risulta sconnesso.


   Va da sè che ogni pavimentazione che risulti sconnessa sarebbe da evitare, come ad esempio assi di legno o pietre troppo distanziati. 
   Ovviamente in un parco non si pretende di asfaltare i sentieri. Un buon compromesso è rappresentato dalla terra battuta o, meglio ancora, lo stabilizzato, posati con le dovute pendenze in modo da evitare ristagni d'acqua e quindi pozzanghere.


                                          Posizionamento delle panchine


panchina_su_prato  
Le panchine possono essere sistemate nei seguenti modi: a) sul prato parallelamente al sentiero e poco distante da questo; b) in un allargamento del sentiero esattamente della dimensione di questa; c) in un allargamento grande abbastanza da permettere uno spazio su entrambi i lati della panchina.  

   Nel primo caso il cordolo che separa il prato dal sentiero rende la panchina inaccessibile a un anziano col deambulatore o a un individuo in carrozzina.
   Nel secondo caso la panchina è accessibile a chiunque, ma nonno_che_leggeuna mamma che vi si sieda lascia il passeggino sul sentiero, ostacolandone più o meno il passaggio. Ugualmente dicasi per una carrozzina.
   Il terzo caso risulta essere quello più comodo, poichè permette ad una mamma di sistemare il passeggino al lato della panchina, così come un triciclo o una bicicletta. Allo stesso modo, un individuo in carrozzina posizionandosi a lato della panchina non intralcia il passaggio sul sentiero, e in più può godere della vista che si ha da questa, considerando che, in genere, viene collocata in punti che offrono una veduta piacevole su un panorama o panchina_lato_largosul parco stesso.

   Nei parchi in cui vi siano enormi distese di prato con alberi sparsi o boscaglie che permettano ombra, facilmente raggiungibili da chi goda di ottima salute e non debba spingere un passeggino, si potrebbe pensare di realizzare dei percorsi sporadici in stabilizzato che portino alle macchie boschive, con un piccolo piazzale, ench'esso in stabilizzato e provvisto di panchine.

   



   Concludendo, si può certo evincere da tali considerazioni, che sono davvero pochi gli accorgimenti da utilizzare per rendere un parco pubbico facilmente accessibile a chiunque.

       

  I disegni sono stati realizzati da Nicla Di Bisceglie.


                                                                                                                      
                                                                                  di Alessandro Erario
  


 
  
 
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